Il mondo delle comunicazioni digitali amatoriali è in continua evoluzione, ma raramente assistiamo a un salto tecnologico capace di essere definito una vera e propria “rivoluzione”. Oggi, grazie al lavoro di sperimentazione della sezione ARI Caserta, i riflettori sono puntati su FT2, il protocollo che promette di cambiare le regole del gioco.
Che cos’è l’FT2?
Se pensavate che l’FT8 avesse raggiunto l’apice della ricezione in condizioni di segnale debole, l’FT2 arriva per spostare l’asticella ancora più in alto. Evoluzione naturale dei modi digitali a banda stretta, l’FT2 non è solo un aggiornamento, ma una risposta concreta alle moderne esigenze dei radioamatori: velocità, efficienza e resilienza.
Perché si parla di “Rivoluzione”?
Secondo quanto riportato nell’ultimo approfondimento di ARI Caserta, i punti di forza che rendono l’FT2 unico sono molteplici:
Sensibilità Estrema: Capacità di decodifica anche quando il segnale è letteralmente “sepolto” nel rumore, superando i limiti dei protocolli precedenti.
Ottimizzazione della Banda: Una gestione degli spazi ancora più chirurgica, permettendo a più stazioni di operare contemporaneamente senza interferenze reciproche.
Velocità di Scambio: Un ciclo di trasmissione ottimizzato che riduce i tempi del QSO senza sacrificare la robustezza dei dati.
Il ruolo di ARI Caserta
Il merito va a Martino Merola IU8LMC, socio della sezione di ARI di Caserta che si conferma ancora una volta un polo d’eccellenza per la sperimentazione. Non si tratta solo di utilizzare un nuovo software, ma di comprendere come questa tecnologia possa supportare il radioamatore moderno durante i contest, nelle attivazioni DX o semplicemente nel superare i limiti imposti da un ciclo solare non sempre favorevole.
L’FT2 non è il futuro: è il presente. Se siete pronti a dare una scossa alla vostra attività in radio e a esplorare nuovi confini digitali, questo è il momento giusto per configurare le vostre stazioni.
Frequenze operative FT2
Di seguito sono riportate le frequenze attualmente utilizzate dai tester per l’attività FT2:
160 m: 1,843 MHz
80 m: 3,578 MHz
60 m: 5,360 MHz
40 m: 7,052 MHz
30 m: 10,144 MHz
20 m: 14,084 MHz
17 m: 18,108 MHz
15 m: 21,144 MHz
12 m: 24,923 MHz
10 m: 28,184 MHz
FT2: Analisi Tecnica della Nuova Generazione Digitale
Mentre l’FT8 ha dominato le bande negli ultimi anni grazie alla sua capacità di operare sotto il livello del rumore, l’avvento dell’FT2 segna un cambio di paradigma. Non si tratta di un semplice incremento di velocità, ma di una riprogettazione dell’architettura di codifica.
1. Architettura del Segnale e Modulazione
A differenza dei toni multipli (MFSK) utilizzati dai predecessori, l’FT2 introduce una gestione avanzata della fase e della frequenza che permette una densità di informazione superiore.
Banda Occupata: Il protocollo mantiene un profilo “narrowband” estremo, tipicamente intorno ai 40-50 Hz, permettendo un affollamento ancora maggiore nelle “fette” di banda dedicate ai modi digitali.
Forward Error Correction (FEC): L’FT2 utilizza algoritmi di correzione d’errore basati su LDPC (Low-Density Parity-Check) potenziati. Questo consente di recuperare pacchetti di dati anche con una perdita di segnale parziale superiore al 40% durante il ciclo di trasmissione.
2. Il Ciclo di Trasmissione (Time Slot)
Uno dei limiti dell’FT8 è il ciclo di 15 secondi, spesso percepito come lento. L’FT2 ottimizza questa tempistica:
Durata del ciclo: Ridotta a circa 7.5 – 9 secondi.
Sincronizzazione: Richiede una precisione temporale estrema (tramite protocollo NTP o GPSDO), con una tolleranza inferiore ai 100ms.
3. Performance in condizioni critiche
Il vero punto di forza dell’FT2 emerge nel rapporto S/N (Signal-to-Noise Ratio). Mentre l’FT8 inizia a vacillare intorno ai -24dB, i test preliminari su FT2 mostrano una tenuta fino a:
-28dB / -30dB in banda 2500 Hz.
Questo guadagno di quasi 4-6dB è cruciale per i collegamenti EME (Earth-Moon-Earth) e per le aperture sporadiche in VHF/UHF, dove ogni frazione di decibel fa la differenza tra un mancato collegamento e un QSO completato.
4. Requisiti Hardware e Software
Per operare in FT2 non è necessario cambiare radio, ma la stabilità in frequenza diventa vitale:
Stabilità TCXO: Indispensabile per evitare il drift durante i cicli rapidi.
Interfaccia Audio: È consigliata una scheda audio a 24-bit per gestire l’ampia gamma dinamica necessaria a decodificare segnali quasi impercettibili accanto a stazioni “killer” locali.
CPU: Il processo di decodifica multi-thread dell’FT2 è più esigente rispetto ai modi precedenti; si raccomandano sistemi multi-core moderni.
Considerazioni Operative
L’introduzione dell’FT2 richiederà un aggiornamento delle abitudini di banda. La maggiore velocità permetterà di smaltire i “pile-up” dei DX in metà del tempo, rendendo le attivazioni da zone remote o referenze (SOTA/POTA) estremamente più efficienti.
